Nazzareno Palaferri
Parlando della grafologia di Girolamo Moretti, a Nazzareno Palaferri piaceva spesso ricordare l’introduzione che Jung scrive nel libro “Storia delle origini della coscienza” di E. Neumann. In questo pagine Jung descrive se stesso come un pioniere e, come tale, con lo svantaggio di sapere solo retrospettivamente quanto invece avrebbe dovuto conoscere inizialmente. E’ compito delle seconde generazioni - continua Jung - proseguire il lavoro del pionere, organizzarne in un tutto unitario le disjecta membra che egli inevitabilmente sparge lungo il proprio cammino.
Crediamo che questo concetto possa dare un’idea del rapporto e dell’atteggiamento che Nazzareno Palaferri ha avuto nei confronti di Girolamo Moretti, pioniere della grafologia italiana. Al pari del genio di Moretti, Palaferri è lo studioso altrettanto geniale che ne organizza e sistema in un tutto coerente e organico il pensiero.
Con questo spirito, Palaferri ha sempre sentito l’esigenza fondamentale di legittimare la portata degli assunti di Moretti. E per far ciò, ha sempre creduto che l’unica strada percorribile fosse l’interdisciplinarità, dapprima intesa come dialogo interno tra le diverse scuole grafologiche europee, e poi come dialogo interdisciplinare con la psicologia, la caratterologia, e tutte le discipline, compresa la medicina olistica, che si interessano all’uomo. In altri termini, per P. Nazzareno lo studio dell’uomo era, con una felice definizione da lui stesso coniata, una umanologia, ossia uno studio di tutto quanto possa aiutare a fare luce sul mistero dell’uomo. E anche da questo punto di vista, in linea con la sua profonda religiosità, amava sempre premettere che “è il mistero che spiega la scienza, e non la scienza che spiega il mistero”.
Per carattere convinto e convincente come solo un passionato di Le Senne è capace di essere, ha insegnato e trasmesso la sua passione con la più grande generosità a tante generazioni di grafologi che dal 1977 al 2002 sono stati i suoi amati studenti presso la scuola di grafologia dell’Università di Urbino.
Palaferri non è solo un organizzatore del pensiero di Moretti. Nella grafologia del caposcuola ha portato tanti personali e preziosi assunti che, al pari di quanto prodotto da Moretti, sono ancora da studiare in tutte le loro implicazioni. Basti solo ricordare lo studio del prenatale e della sua importanza per la formazione psicologica del nascituro, i cosiddetti “altri segni morettiani”, il calcolo matematico della disuguaglianza metodica, i condizionamenti archetipici indotti dalle figure genitoriali, lo studio della costituzione umana tramite la biotipologia di Ippocrate, il dialogo costante innanzitutto con la psicologia di Jung e la caratterologia di Le Senne.
Infine, per capire il valore dell’uomo e la sua coerenza con gli ideali di vita sposati, è sufficiente accennare ai colloqui gratuiti che ogni giorno della sua vita, per almeno due ore al giorno, egli instancabilmente dedicava tutti i giorni dell’anno a chi gli chiedeva aiuto
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