LE ATTITUDINI PROFESSIONALI DALLA GRAFIA

Si crede comunemente che dal momento che Tizio è ingegnere, dalle sue facoltà naturali sia stato destinato all’ingegneria, dal momento che Caio è medico per diritto naturale, dal momento che Sempronio ha la laurea in lettere, sia veramente un laureato, e così via”.
Con queste parole Girolamo Moretti, fondatore della grafologia italiana, affronta lo studio delle attitudini professionali, ricordando che ogni essere umano, essendo diverso da ogni altro perché “il Creatore non si ripete mai”, ha tendenze e attitudini sue proprie. E siccome conoscere se stessi è verosimilmente il compito più difficile al mondo, ne consegue che facilmente si possano incontrare difficoltà, nel cammino esistenziale, a individuare dapprima le proprie specifiche abilità, e a tradurle poi coerentemente, nella propria realizzazione professionale.
Sia per la scelta dell’indirizzo scolastico e universitario, sia per l’orientamento professionale e/o selezione del personale, la grafologia diventa allora un prezioso strumento per porsi al servizio degli uomini.
Tale compito, seppur complesso, consiste nell’analizzare grafologicamente non solo l’intelligenza del soggetto scrivente, ma anche il relativo carattere, ovvero il nucleo degli interessi, tendenze e motivazioni profonde.

Ecco alcuni esempi:


Luciano Massi - tutti i diritti riservati