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LO SPAZIO GRAFICO NELL’INTUIZIONE VISIVA DI GIROLAMO MORETTI

grafologia.it luciano massi

LO SPAZIO GRAFICO NELL’INTUIZIONE VISIVA DI GIROLAMO MORETTI
Ai fini di una corretta interpretazione grafologica, è noto quanto sia importante lo studio dello spazio grafico. Molti autori – ad esempio Max Pulver e Robert Heiss – hanno dedicato ad esso particolare attenzione facendone oggetto di trattazioni specifiche.Venendo alla grafologia di Girolamo Moretti, di primo acchito non sembrerebbe che questo tema sia stato affrontato esplicitamente. In realtà Moretti ne attua un’interpretazione assolutamente originale. Per capirne appieno la portata, occorre fare diverse considerazioni preliminari.

SULLA NECESSITA’ DELL’INTERDISCIPLINARITA’ PER LA GRAFOLOGIA MORETTIANA (2° PARTE)

Tipologia_caratterologia001

Proviamo a tradurre le argomentazioni svolte nella prima parte, portando alcuni esempi con relative domande retoriche. Come facciamo a capire al volo che l’autrice della grafia di fig. 1 rischia, parlando semplicemente, di non sentirsi né carne né pesce?

SULLA NECESSITA’ DELL’INTERDISCIPLINARITA’ PER LA GRAFOLOGIA MORETTIANA (1° parte)

scacchi e grafologia

Sono noti gli studi interdisciplinari che Nazzareno Palaferri ha prodotto all’interno della grafologia morettiana. Una delle sue istanze di fondo, nell’organizzare coerentemente e nell’approfondire il pensiero del caposcuola Moretti, è sempre stata quella di valorizzarne e legittimarne scientificamente le intuizioni. Per far ciò, l’unica strada percorribile è quella del dialogo e confronto interdisciplinare, sottoponendo gli assunti morettiani sia alla verifica e al confronto con quelli delle diverse scuole grafologiche, sia con teorie, concetti e applicazioni di discipline esterne.

EMOTIVITA’ ED EMOZIONI NELLA GRAFOLOGIA DI GIROLAMO MORETTI

Grafia di Girolamo Moretti

Sintesi del mio intervento al convegno “Le emozioni. Aspetti psicologici e grafologici” organizzato dall’AGIF-Associazione Italo-francese di Grafologia tenuto il 14 novembre 2014 a Roma

Tutta la grafologia morettiana è attenta nell’indagare un tema così importante e complesso com’è quello delle emozioni. Innanzitutto per Moretti

JACKSON POLLOCK

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L’essere umano percepisce le proprie carenze e nevrosi– afferma lo psicologo Eysenck – in quanto la sua psiche possiede un sentimento innato di totalità e armonia.  E’ questo il concetto chiave da cui partire per comprendere la complessa e ricca personalità dell’artista americano Jackson Pollock.

ALBERT EINSTEIN

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Albert Einstein, l’uomo che ha rivoluzionato tanta scienza dell’infinitamente piccolo e dell’infinitamente grande, presenta una grafia in cui le lettere – come le idee che spontaneamente affiorano alla sua coscienza – si collegano incessantemente e fluidamente tra loro (Fluida, Accurata spontanea, Attaccata, Disuguale Metodico).

JOHN LENNON & YOKO ONO

grafologia - scrittura JOHN LENNON E YOKO ONO

All’apice della fama con i Beatles, John Lennon conosce Yoko Ono, e da quel momento si lega indissolubilmente a lei. Quando i Beatles si sciolgono, Yoko viene ritenuta la responsabile della scissione del quartetto di Liverpool e i fans del gruppo non glielo perdorenna mai.

I GRANDI MAESTRI

grafologia grandi maestri

Il progresso della scienza è come una strada che presenta rettilinei, curve, salite e discese. Vi sono anche incroci, direzioni giuste intraprese, sensi unici, ma anche strade senza uscita e vicoli ciechi.
In altri termini, un assunto scientifico è vero fino a quando ne viene dimostrato l’errore.

NAZZARENO PALAFERRI

Nazzareno Palaferri grafologia

Parlando della grafologia di Girolamo Moretti, a Nazzareno Palaferri piaceva spesso ricordare l’introduzione che Jung scrive nel libro “Storia delle origini della coscienza” di E. Neumann. In questa opera Jung descrive se stesso come un pioniere e, come tale, con lo svantaggio di sapere solo retrospettivamente quanto invece avrebbe dovuto conoscere inizialmente.  

GIROLAMO MORETTI

girolamo moretti

Quando gli esseri umani sono dotati di grandi doni e talenti speciali, accade il più delle volte che nemmeno si rendono conto di averli. Per loro sono così naturali e semplici che facilmente credono che tutti possiedano le stesse loro doti. Devono pertanto accadere eventi casuali, che in ultima analisi di casuale non hanno nulla,  per risvegliare in loro la coscienza di votarsi ad essi e compiere il proprio destino.